Un futuro legale e sostenibile per il settore agroalimentare

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Uno dei settori più identificativi della nostra economia (oltre che della nostra cultura) è quello agroalimentare, comparto nel quale l’Italia vanta un primato di prodotti di qualità certificati: con oltre 200 denominazioni riconosciute il nostro Paese occupa infatti il primo posto della classifica UE e si aggiudica il 22% del mercato europeo, alla cui produzione agricola contribuisce per il 13% del totale, attraverso l’opera di una grande e complessa macchina che rappresenta, ad oggi, la seconda voce del PIL nazionale.

Un mercato di questa rilevanza andrebbe promosso, soprattutto in tempi di crisi economica.

Tuttavia esso deve fare i conti con il grave fenomeno delle agromafie, il quale attenta al settore agroalimentare attraverso contraffazioni e sofisticazioni, attività illecite che imperversano da tempo nei diversi comparti di questo importante settore.

Il business dell’agromafia è rappresentato da un mercato parallelo gestito da sapienti truffatori, i quali fatturano (in base ai dati del recente Rapporto Coldiretti – Eurispes sulle Agromafie) 12,5 miliardi di euro complessivi.

Un mercato illegale di queste proporzioni non si improvvisa; al contrario, come ricorda Legambiente, esso è il frutto di “un sistema criminale complesso e ben organizzato” nel quale le mafie portano la loro “competenza” soprattutto nelle attività di distribuzione.

Negli ultimi anni i sistemi illeciti sono stati affinati, come dimostra la crescita dell’uso illegale o anomalo delle etichette e la contraffazione dei marchi di qualità, resi possibili anche a causa di importanti carenze normative.

Ancora oggi sono troppi i prodotti agricoli sui quali agisce un mercato parallelo, capace di far figurare come tipiche produzioni che non lo sono, beneficiando della secretazione dei dati inerenti alle importazioni di materie prime (addirittura nei confronti degli organismi di controllo).

Occorre dunque rafforzare la sicurezza alimentare, attraverso la piena tracciabilità dei prodotti e delle materie prime e, più in generale, rafforzando la tutela del territorio e della sua identità.

Il rafforzamento della legalità è importante per salvaguardare il mercato agroalimentare (ed i tanti operatori che vogliono lavorare in condizioni di sicurezza e trasparenza) e la salute dei consumatori.

Importanti risposte possono arrivare dal legislatore, ad esempio mediante l’allargamento alle sofisticazioni alimentari del novero delle fattispecie per il cui contrasto si utilizzano metodi di indagine antimafia (come proposto dal Procuratore Nazionale Antimafia, Pietro Grasso) o tramite la definizione di una Procura nazionale specializzata nel campo della frode e della sicurezza alimentare (come proposto dal Procuratore di Torino Raffaele Guariniello).

Sarebbe altresì utile poter definire un sistema sanzionatorio che preveda, anche per questi reati, la confisca dei beni mobili ed immobili, che si potrebbero riutilizzare anche qui a scopo sociali (come recentemente proposto dalla Coldiretti Puglia).

Altrettanto importante è regolamentare adeguatamente il mercato legale, garantendo così quelle condizioni di trasparenza e affidabilità che possono rafforzare il settore agroalimentare impedendo ogni possibile infiltrazione; in questo senso si può guardare con interesse alla recente iniziativa promossa dalla Confederazione Italiana Agricoltori, la quale ha promosso una proposta di legge di iniziativa popolare per regolamentare i rapporti tra agricoltura e grande distribuzione organizzata, rendendo più trasparenti i meccanismi di formazione del prezzo nel settore, evitando fenomeni speculativi o il determinarsi di posizioni dominanti, mettendo al centro il ruolo del produttore agricolo e del consumatore in un contesto di legalità e responsabilità sociale.

Appare evidente, tuttavia, come l’adeguamento della normativa e l’azione delle autorità preposte (benché essenziale) non potrebbero comunque dirsi sufficienti a scongiurare la minaccia dell’agromafia; occorre dunque anche qui, così come in ogni comparto minacciato da attività illecite, una risposta che parta dallo stesso mercato, che oltre a dotarsi di regole di autodisciplina e responsabilità, deve essere capace di ripensare la propria logica operativa in termini di legalità.

Nel settore agroalimentare questo percorso è possibile solo con l’adesione a un idea di agricoltura sostenibile e di qualità, capace di valorizzare le produzioni locali tramite la filiera corta (come recentemente proposto dal Presidente nazionale dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, Andrea Ferrante).

Altro punto di grande importanza è quello della prevenzione del fenomeno, possibile solo attraverso la sensibilizzazione e la formazione, tramite progetti territoriali condivisi da istituzioni pubbliche e private (come dimostra il progetto sulla “filiera della legalità” realizzato in Emilia Romagna).

In questo senso si può certamente richiamare anche l’esperienza di legalità delle produzioni biologiche del Consorzio GOEL.

Solo la definizione di un fronte comune di legalità potrà salvare il comparto agricolo da un sistema di illeciti che minaccia la salute dei consumatori e lo sviluppo legale del territorio, attraverso la commissione di gravi reati quali furti di attrezzature e mezzi agricoli; abigeato, macellazioni clandestine; danneggiamento delle colture; usura e racket estorsivo; abusivismo edilizio; saccheggio del patrimonio boschivo; caporalato; truffe a danno dell’Unione Europea.

Simone Grillo

FONTI

Legambiente, Rapporto Ecomafia 2011, Edizioni Ambiente

Alessandro De Pascale, Grasso: “sofisticazione dentro i reati di mafia”, articolo pubblicato sul sito del Quotidiano “Terra” il 22 giugno 2011

http://www.terranews.it/news/2011/06/grasso-%C2%ABsofisticazione-dentro-i-reati-di-mafia%C2%BB

Alessandro De Pascale, Agromafie da 12,5 miliardi. Un business sempre più ricco, articolo pubblicato sul sito del Quotidiano “Terra” il 21 giugno 2011 http://www.terranews.it/news/2011/06/agromafie-da-125-miliardi-un-business-sempre-piu-ricco

Adnkronos, Agricoltura sostenibile e tracciabilità contro le frodi alimentari, articolo pubblicato sul sito della Camera di Commercio di Lecco

http://www.lc.camcom.gov.it/P26UI24179/Agricoltura-sostenibile-e-tracciabilita-contro-le-frodi-alimentari.htm

Comunicato Stampa della Confederazione Italiana Agricoltori, Alimentare: la CIA lancia una proposta di legge di iniziativa popolare per regolare i rapporti tra agricoltura e grande distribuzione organizzata, 21 ottobre 2011

http://www.cia.it/ncia/svl/documentiRead?doc_id=30090&tpl_id=7

Area Sviluppo Valori, GOEL e VALORI: una partnership per promuovere l’economia sociale e la legalità, 8 aprile 2011

http://www.valori.it/partner/valori-media-partner-goel-3546.html

Pagina del Progetto “La filiera della legalità” – Cibo/etica/legalità

http://www.auladieducazionealimentaresassomarconi.it/2011/10/22/la-filiera-della-legalita-ciboeticalegalita/

Redazione Agorà Magazine, Sicurezza in Agricoltura e Agromafie – I° Rapporto sui Crimini Agroalimentari in Puglia, tema del Convegno della CIA, 18 settembre 2011 http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article19982

Legambiente – Movimento Difesa del Cittadino, E’ allarme contraffazione. I falsari del cibo colpiscono made in Italy e qualitàE’ allarme contraffazione. I falsari del cibo colpiscono made in Italy e qualità, 25 ottobre 2011 http://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/e-allarme-contraffazione-i-falsari-del-cibo-colpiscono-made-italy-e-qualita-ecc